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11/10/2016, 11:41

videosorveglianza, autorizzazione amministrativa, controllo distanza lavoratori





 



L’installazione di impianti di videosorveglianza all’interno di sedi / unità operative aziendali, in genere derivante da esigenze di sicurezza e/o di tutela del patrimonio aziendale, risulta subordinata, ai sensi della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori) al raggiungimento di un accordo con le rappresentanze sindacali aziendali; in assenza di tali rappresentanze, il legale rappresentante dell’azienda è tenuto a presentare alla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio un’apposita istanza di autorizzazione all’installazione dell’impianto di videosorveglianza, corredata di specifica documentazione tecnico-descrittiva.
Rimane inoltre fermo l’obbligo di rispettare le disposizioni dettate dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e dai successivi provvedimenti del Garante per la Protezione dei Dati Personali, tra cui in particolare l’informativa di tutto il personale dipendente e l’affissione di appositi cartelli informativi esposti sia all’esterno che all’interno dei locali soggetti a videosorveglianza.
Si segnala che l’installazione di impianti di videosorveglianza in assenza della necessaria autorizzazione è punita con una sanzione penale (ammenda) variabile da 154,00 a 1.549,00 euro ovvero l’arresto da 15 giorni ad un anno (articolo 38 della legge n. 300/1970), salvo che il fatto non costituisca reato più grave.
Il nostro Studio rimane a disposizione per fornire alle aziende la consulenza necessaria per la regolarizzazione degli impianti di videosorveglianza installati o di prossima installazione nelle proprie sedi / unità operative.


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